A novembre dell’anno scorso ho lasciato il lavoro da dipendente (dopo 11 anni, in un’azienda in cui ho cmq lasciato il cuore).

Non è stata una mossa avventata (puoi leggere gli altri articoli sulla decrescita), anzi ci sono voluti anni e ho pensato che potrebbe esserti utile conoscere i vari passaggi e ciò che ho capito prima di fare “il salto”:

  1. ho scoperto la decrescita e un paradigma completamente diverso di vita e di scelte quotidiane, che distingue il bene (ciò che effettivamente ti porta benessere) dalla merce (ciò che si compra/vende e non sempre è ciò di cui hai bisogno)
  2. scoperto il downshifting e avuto la conferma di non essere la sola (pazza) a non voler fare carriera, guadagnare di più, conquistare nuovi clienti
  3. letto non so quante storie e testimonianze di gente che ha lasciato il lavoro, su cosa è successo dopo, su vantaggi e svantaggi, tra cui un libro che parlava SOLO di questo
  4. trovato, nella semplice perfezione della natura del Peromelo, buona parte delle risposte che mi servivano per fare il salto
  5. capito che non ci sono sicurezze – economiche, di stabilità, ecc – che ti possono far mollare tutto. ti puoi affidare solo alle tue validissime ragioni personali
  6. smesso di credere alla favola che mettersi in proprio ti fa lavorare di meno. Tra l’altro spesso non ti fa guadagnare di più. Ma ti fa essere più felice
  7. fatto molto molto bene i conti tra mutuo, polizze, spese, ecc
  8. abbassato le spese e iniziato a segnarle su un file excel per capire ESATTAMENTE di quanto ho bisogno per vivere. Questo, devo dire, è stato un passaggio fondamentale.
  9. a partire dal punto sopra e dai nostri sogni, messo per iscritto innumerevoli scenari futuri con innumerevoli variabili, per avere meno sorprese possibili

Ora sono ancora nel bel mezzo del salto (con tutta l’adrenalina, l’entusiasmo e la paura che comporta un salto!) e da qui è tutto bellissimo.
Ti aggiorno più in là su come procedono le cose 🙂